Un piccolo gioiello in mezzo al consueto mare di mediocrità. Mentre l’Italia intera si divide tra Mahmood e Ultimo, possiamo dire senza timore di smentita che Argentovivo è stato il brano più ricercato ed innovativo tra i 24 che hanno preso parte a Sanremo 2019.

Nella 69esima edizione del Festival della Canzone Italiana, il mai banale Daniele Silvestri ha portato sul palco dell’Ariston una composizione davvero intensa e fuori dagli schemi.

Sound granitico, atmosfera oscura e claustrofobica. Attraverso una costruzione quasi cinematografica, Silvestri dà voce ad un adolescente di oggi, esplorandone le disperazioni più profonde e meno comprese attraverso un testo pungente e crudo che lascia senza fiato l’ascoltatore.

A mantenere alto l’impatto emotivo e la potenza del pezzo, vi è poi il supporto fondamentale del ‘blocco Afterhours’ composto dal frontman Manuel Agnelli e dalla batteria (magnifica) di Fabio Rondanini, al quale si aggiunge l’ottimo Rancore che con la sua magistrale strofa – forse l’unico rap davvero pertinente rispetto ad altri maldestri tentativi proposti in gara – si conferma tra i migliori MC della scena nostrana.

Classificatasi sesta nella graduatoria finale, Argentovivo ha ottenuto il premio della critica “Mia Martini”, il premio della sala stampa radio-tv-web“Lucio Dalla” e il premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo.

Musiche, parole ed esibizioni magistrali. Argentovivo è una perla d’altri tempi per la quale è valsa la pena seguire un festival ‘Baglionicentrico’ mai così scialbo e triste sia in termini di intrattenimento che di proposta musicale.

Il video ufficiale di Argentovivo, con Daniele Silvestri, Fabio Rondanini, Manuel Agnelli e Rancore