Dopo aver ascoltato tutte le canzoni e sopportato a stento le falsissime risate di Amadeus nei suoi spassosi siparietti con Fiorello, vi faccio dono di questo super pagellone degli artisti in gara al Festival di Sanremo 2020. I voti sono gli stessi che ho dato a caldo nelle mie due serate come giurato di Ma noi non ci Sanremo (chi non segue la pagina è un vile. Qui le istruzioni per l’uso), mentre i giudizi in certi casi sono stati rielaborati.

Ovviamente queste considerazioni non c’entrano un beato cazzo con i tanto discussi pronostici sul vincitore finale, che spero siano i Cannibal Corpse. Buona lettura.

 

1° Serata – Martedì 4 febbraio

IRENE GRANDI – “FINALMENTE IO”: Si presenta sul palco dell’Ariston con appeso addosso un sacco nero da giardino. Il giusto outfit per accogliere uno scarto di Vasco. VOTO 5

MARCO MASINI – “IL CONFRONTO”: Presentarsi alla tipa cantando un pezzo malinconico con un look da ficaiolo alla Bargiggia/D’Agostino e Dio solo sa come va a finire. VOTO 5

RITA PAVONE – “NIENTE (RESILIENZA 74)”: L’hanno ripescata dal Singerna dopo un paio di settimane a mollo. C’è uno che la muove con i fili tipo Smithers col signor Burns. VOTO 3

ACHILLE LAURO – “ME NE FREGO”: Chi crea il caos in certi contesti è sempre mio amico. Dopo trenta secondi i dirigenti Rai stavano già chiedendo l’eutanasia. “Bravo Achille, un vestito ambizioso ma certamente più discreto del previs-no aspè che cazzo ti spogli, buon Dio nooo”. La cosa più ‘impresentabile’ resta comunque il testo. VOTO 6

DIODATO – “FAI RUMORE”: Tipica melodia sanremese, tipici diverticoli intestinali. VOTO 5

LE VIBRAZIONI – “DOV’È”: Nonostante l’ottimo piazzamento nelle classifiche provvisorie, continuo a sostenere che la vedrei bene come sigla del telegiornale LIS di Tevere TV. VOTO 5

ANASTASIO – “ROSSO DI RABBIA”: Anastasio fa l’incazzoso con un pezzo probabilmente dedicato a Marco Rizzo. Le sonorità sono forti, ma sto ancora aspettando il tipico assolo col wah-wah di Tom Morello. VOTO 5,5


ELODIE – “ANDROMEDA”: Uno di quei pezzi coi quali anche il 30/40enne nemico di qualsiasi musica commerciale trova la forza di muovere due passi, sdraiato il terzo Negroni. Scopro solo oggi che ha ammesso pubblicamente di assomigliare a Joao Mario. VOTO 6

BUGO & MORGAN – “SINCERO”: La giacca di Bugo è come il pigiama di Stanley Ipkiss: impossibile. Il poro Morgan se fa uno starnuto comincia a nevicare e l’ultima volta che ha avuto appetito era Natale. VOTO 4,5

ALBERTO URSO – “IL SOLE AD EST”: Forse quello che mi ha fatto più ribrezzo dei 24 in gara (la mummia di Rita Pavone fuori concorso). In assenza di quei tre giullari de Il Volo, hanno chiamato il cosplay scadente. VOTO 3,5

RICKY – “LO SAPPIAMO ENTRAMBI”: Classico cantante inutile dalla voce mediocre che piace alle ragazzine. Ricky & Barabba, schieramento Barabba. VOTO 4

RAPHAEL GUALAZZI – “CARIOCA”: Gualazzi è diventato il sosia di Auro Bulbarelli. Ottima colonna sonora per una vacanza a sfondo sessuale. VOTO 5,5

 

2° Serata – Mercoledì 5 febbraio

PIERO PELU’ – “GIGANTE”: Il ritornello sembra uscito da una compilation di Bim Bum Bam. La prossima volta che andrò ad un suo concerto so già quale canzone attendere per la pausa al cesso chimico. VOTO 4,5

ELETTRA LAMBORGHINI – “MUSICA (E IL RESTO SCOMPARE)”: Look e atmosfera da “Natale a Sanremo”. Ha indubbiamente molte qualità e il Festival è il posto giusto dove poterle valorizzare. Mi è piaciuta molto. VOTO 3

ENRICO NIGIOTTI – “BACIAMI ADESSO”: Sta precipitando in un vortice di scontatezza. In lizza come 24esima miglior canzone del festival. VOTO 4

LEVANTE – “TIKIBOMBOM”: Levante, Libero & Selvaggia. La canzone potrebbe funzionare, ma mi dà l’eterna sensazione che le manchi qualcosa. Forse un po’ indietro di sale. VOTO 5,5

PINGUINI TATTICI NUCLEARI – “RINGO STARR”: Aaaaaaah, una bella scorpacciata di indie è proprio quello che ci voleva. Li aspetto quest’estate ad Arezzo per il Festival di SanMengo. VOTO 5

TOSCA – “HO AMATO TUTTO”: La vecchia guardia nel mio caso non fa breccia, senza contare che ho ancora il dente avvelenato per lo scippo della vittoria ali Elii nel ’97. Durante la sua esibizione ho emesso il primo peto della serata. VOTO 5

FRANCESCO GABBANI – “VICEVERSA”: Sembra che stia cantando con patata, molletta, imbuto e accento svedese, ottenendo comunque risultati migliori di Fantozzi. Pezzo che mi voglio riascoltare, tenendo presente che il Columbro dei poveri ha discrete potenzialità in chiave Eurovision. VOTO 5,5

PAOLO JANNACCI – “VOGLIO PARLARTI ADESSO”: Apprezzabile il tentativo di seguire le orme del celebre padre, ma gli consiglio di provare con la medicina. VOTO 4

RANCORE – “EDEN”: Si presenta da solo, ma avrei di gran lunga preferito un nuovo featuring con Daniele Silvestri. Il rap sanremese non mi ha mai convinto e il jolly l’aveva già pescato lo scorso anno. VOTO 5,5

JUNIOR CALLY – “NO GRAZIE”: Niente di che, ma se non altro ha saputo darmi quella cazzimma che a Rancore, stavolta, è sembrata mancare. Curioso il fatto che per settimane sia stato presentato come nemico pubblico numero uno e poi d’improvviso, complici due barre contro i populisti, ecco arrivare la benedizione del web antisalviniano. Siamo un paese bellissimo. VOTO 6

GIORDANA ANGI – “COME MIA MADRE”: Entra e pare Dolcenera 2.0. Un pezzo certamente sentito dall’artista, la mamma è sempre la mamma. Detto ciò, alla soglia delle due di notte le avrei preferito persino Giordano il giornalista. VOTO 4

MICHELE ZARRILLO – “NELL’ESTASI E NEL FANGO”: Come sopra, sti maledetti della Rai non solo mi tengono alzato fino alle due, ma mi danno addirittura la buonanotte con Zarrillo scongelato al microonde che scimmiotta Mango. Ora sì che sono pronto per imboccare la E45. VOTO 5

 

Aspettando la conclusione del festival, vi anticipo che nei prossimi giorni potrebbe arrivare anche un pezzo riassuntivo con tutto il meglio del peggio di questo Sanremo 2020. Restate sintonizzati, possibilmente stando un passo indietro.